Castano Primo, Cuggiono, Sociale
Due giorni tra preghiera, amicizia e testimonianza sulle orme dei santi torinesi. Un’esperienza intensa per riscoprire che la santità è possibile nella vita di tutti i giorni.
Una notte speciale, fatta di incontri, preghiera, cammino e condivisione. Tra sabato 25 e domenica 26 aprile centinaia di adolescenti degli oratori ambrosiani hanno vissuto a Torino la “Notte bianca della fede”, esperienza diocesana che ha accompagnato i giovani alla scoperta dei grandi santi sociali torinesi e del significato concreto della testimonianza cristiana.
Il cuore dell’esperienza è stato il messaggio consegnato ai giovani da Papa Leone XIV durante il Giubileo dei Giovani: “Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate”. Un invito forte, semplice e diretto, che ha guidato il pellegrinaggio notturno tra i luoghi simbolo della fede torinese.
Dall’oratorio di Valdocco, casa di san Giovanni Bosco, gli adolescenti hanno iniziato il loro percorso con un momento di accoglienza animato dalla Chiesa di Torino e dal Vicario generale, il Vescovo Alessandro Giraudo. Poi il cammino nelle strade della città, tra le testimonianze di figure che hanno lasciato un segno profondo nella storia della Chiesa e della società: san Giovanni Bosco, san Domenico Savio, san Giuseppe Cafasso, san Giuseppe Benedetto Cottolengo e soprattutto san Pier Giorgio Frassati.
Proprio il giovane santo torinese, canonizzato nel 2025 insieme a san Carlo Acutis, è stato uno dei riferimenti più forti dell’esperienza. La sua vita, vissuta tra amicizie, studio, preghiera e servizio ai poveri, continua ancora oggi a parlare ai giovani. Il suo celebre motto “Verso l’Alto” è diventato quasi il filo conduttore della Notte bianca della fede: un invito a non “vivacchiare”, ma a vivere pienamente, con entusiasmo e generosità.
Le tappe del pellegrinaggio hanno portato i ragazzi fino al Duomo di Torino, dove sono custoditi la Sindone e il corpo di Pier Giorgio Frassati. Un momento intenso di silenzio e preghiera, vissuto nel cuore della notte, che ha aiutato molti ragazzi a interrogarsi sul senso della propria vita e sulle scelte da compiere ogni giorno.
L’esperienza si è conclusa domenica mattina nella Basilica di Maria Ausiliatrice con la celebrazione presieduta dal Vescovo ausiliare di Milano, mons. Luca Raimondi, che ha invitato i giovani ad “alzare lo sguardo verso l’Alto” e a non avere paura di fare qualcosa di grande per amore degli altri.
La Notte bianca della fede si è inserita anche nel contesto della Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, ricordando agli adolescenti che ogni vita può diventare una chiamata al bene, alla gioia e al servizio.
Un’esperienza intensa e coinvolgente che ha lasciato nei partecipanti la consapevolezza che la fede non è qualcosa di distante o teorico, ma una strada concreta da vivere ogni giorno. Perché la santità non riguarda soltanto i grandi santi del passato: può nascere anche oggi, nella quotidianità di ciascuno, tra amicizie, studio, sogni e gesti di carità.