Politica
Il senatore Massimo Garavaglia rilancia il dibattito su crescita, industria ed energia: “Serve pragmatismo per evitare il declino e costruire il futuro del Paese”.
Uno sguardo lucido sul presente e una chiamata all’azione per il futuro. È questo il cuore dell’intervento del senatore Massimo Garavaglia, che nei giorni scorsi è intervenuto all’incontro tra l’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari e il Centro Studi Confindustria, portando una riflessione ampia sulle prospettive di crescita dell’Italia.
Al centro del suo ragionamento, un cambiamento di scenario che non può essere ignorato: la fine del cosiddetto “Secolo Americano” e di una globalizzazione come l’abbiamo conosciuta finora. Al suo posto, secondo Garavaglia, si sta affermando una visione “glo-cal”, dove le dinamiche globali si intrecciano sempre più con le specificità locali. Un passaggio che richiede al nostro Paese una capacità nuova di adattamento.
Tra i nodi più urgenti, quello demografico. Con una popolazione scesa sotto i 59 milioni, diventa necessario ripensare i modelli di sviluppo, evitando – come sottolineato dal senatore – gli errori del passato. “Non possiamo più permetterci scelte sconsiderate”, ha evidenziato, facendo riferimento anche alle politiche economiche degli ultimi anni.
Altro tema centrale è quello della sovranità industriale. Per Garavaglia, l’Italia deve tornare a presidiare le proprie filiere strategiche, riducendo la dipendenza dall’estero e tutelando settori di eccellenza. In questo quadro, emerge anche una riflessione critica su alcune direttive europee, ritenute penalizzanti per il sistema produttivo nazionale.
Non manca poi il capitolo ambientale, affrontato con un approccio definito “pragmatico”: sì alla transizione ecologica, ma senza derive ideologiche. Il riferimento è, tra gli altri, al tema delle batterie al litio, alla gestione dei rifiuti e alla necessità di sbloccare progetti strategici come i termovalorizzatori. In prospettiva, torna anche il dibattito sul nucleare, indicato come una possibile leva energetica su cui riflettere.
Un quadro che si inserisce in una riflessione più ampia sul ruolo dell’Europa, richiamando anche le parole di Mario Draghi sulla necessità di un cambio di passo da parte dell’Unione. “Non si tratta solo di economia, ma di sopravvivenza”, è il messaggio rilanciato nel corso dell’incontro.
Nonostante le criticità, il senatore evidenzia anche segnali positivi: una rinnovata credibilità internazionale e conti pubblici solidi rappresentano, secondo Garavaglia, una base su cui costruire. La sfida, ora, è tradurre questa condizione in azioni concrete.
“Tanti piccoli ma concreti correttivi possono fare la differenza”, ha concluso. Un invito a guardare avanti con realismo, senza rinunciare alla capacità di incidere sul proprio futuro.