Territorio, Castano Primo
Un pellegrinaggio che ha coinvolto anche tanti ragazzi del nostro territorio: tanti i ragazzi e le ragazze di terza media che hanno vissuto la tre giorni a Roma.
Sono stati giorni intensi, ricchi di emozioni e significato, quelli vissuti a Roma dai ragazzi e dalle ragazze di terza media della Diocesi di Milano. Una tre giorni che ha radunato oltre 4000 preadolescenti da tutto il territorio ambrosiano, tra cui numerosi partecipanti provenienti dagli oratori del Decanato di Castano Primo, del Decanato di Magenta e dalle comunità locali. Un’esperienza che ha saputo unire viaggio, scoperta e spiritualità, regalando ai giovani l’occasione di vivere da vicino la bellezza della Chiesa universale e di sentirsi parte di qualcosa di grande. Tra i momenti più significativi, la celebrazione nella Basilica di San Pietro, gremita di volti, colori e entusiasmo: una Chiesa giovane, viva, capace di mettersi in ascolto. A guidare questo cammino è stato l’Arcivescovo Mario Delpini, che ha consegnato ai ragazzi un messaggio semplice ma profondo, racchiuso nello slogan dell’anno oratoriano: “Fatevi avanti”. Un invito chiaro a non restare spettatori, ma a diventare protagonisti della propria vita e del mondo. Nel cuore della sua riflessione, uno sguardo sincero sulla realtà: un mondo che spesso appare “sbagliato”, segnato da paure, ingiustizie e fragilità. Ma proprio da qui nasce la sfida affidata ai più giovani: non arrendersi, ma scegliere di costruire qualcosa di nuovo. “È il momento di cominciare una storia nuova”, ha detto Delpini, indicando una strada concreta fatta di tre parole semplici e potenti: “Prega, sorridi, aiuta”. Un messaggio che ha colpito nel segno, parlando direttamente al cuore dei ragazzi. Pregare come incontro autentico con Gesù, capace di dare senso e fiducia. Sorridere come gesto quotidiano che porta luce nelle relazioni. Aiutare come impegno concreto per rendere il mondo un posto migliore. Accanto ai momenti di preghiera, non sono mancati quelli di condivisione, amicizia e scoperta della città eterna, tra lo stupore per i luoghi simbolo della cristianità e la gioia dello stare insieme. Un’esperienza che lascia il segno, destinata a diventare memoria preziosa e punto di partenza per nuovi percorsi di crescita. Al rientro, nei racconti e negli occhi dei ragazzi si legge qualcosa di più: la consapevolezza di essere chiamati, di avere un posto e un ruolo. E forse proprio questo è il dono più grande di questo pellegrinaggio: aver acceso in tanti ragazzi il desiderio di “farsi avanti”, per costruire, passo dopo passo, una storia nuova.