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Politica, Energia & Ambiente

Transizione ecologica, Garavaglia: “Meno ideologia e più pragmatismo”

Il senatore della Lega interviene in Senato: sostenibilità sì, ma anche economica. Dal costo delle bollette al tema casa, le proposte per un cambio di rotta.

Un invito a riportare il dibattito sulla transizione ecologica su un piano concreto, fatto di numeri, sostenibilità economica e scelte operative. È questo il messaggio lanciato dal senatore della Lega Massimo Garavaglia durante l’incontro di mercoledì 8 aprile nella Sala Zuccari del Senato.

"Non esiste transizione ecologica senza sostenibilità economica e logica operativa", ha spiegato, sottolineando la necessità di tornare a "cose semplici che rendono di più". Un approccio pragmatico, che punta a coniugare ambiente ed economia senza perdere di vista l’impatto reale sulle famiglie e sulle imprese.

Tra i temi affrontati, quello delle bollette energetiche. Garavaglia ha acceso i riflettori sul peso degli oneri di sistema, evidenziando come su una bolletta da 100 euro ben 35 siano legati a incentivi e costi aggiuntivi. "Dobbiamo ripartire da qui: serve un mercato che funzioni senza sussidi gonfiati, premiando l’efficienza reale", ha affermato.

Altro punto centrale, il cosiddetto “paradosso del gas”. Il senatore ha posto l’attenzione sulle importazioni dagli Stati Uniti, sottolineando come il processo di trasporto e rigassificazione comporti un significativo impatto ambientale. "La sicurezza energetica è prioritaria, ma non chiamiamola transizione ecologica", ha osservato.

Nel suo intervento è emerso anche il tema dell’efficienza degli impianti domestici. Secondo Garavaglia, il passaggio dalle caldaie centralizzate ai sistemi autonomi ha prodotto più criticità che benefici. "Serve un’inversione di marcia verso sistemi aggregati e intelligenti", ha detto, indicando una possibile direzione per il futuro.

Non è mancato un riferimento alla situazione demografica del Paese, con un’analisi che lega il calo delle nascite al patrimonio immobiliare. "Abbiamo più case che figli", ha evidenziato, invitando a riflettere sulla necessità di recuperare e riutilizzare gli immobili esistenti piuttosto che puntare esclusivamente su nuove costruzioni.

Infine, il nodo degli investimenti e dei tempi di rientro. "Alle imprese servono regole semplici e veloci: se il payback di interventi come infissi o cappotti si misura in decenni, non è rigenerazione ma un costo insostenibile", ha concluso.

Un intervento che riporta al centro il tema dell’equilibrio tra sostenibilità ambientale ed economica, con l’obiettivo di costruire un percorso di transizione più vicino alla realtà quotidiana di cittadini e imprese.

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