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Turbigo

Turbigo dice no alle mafie

Un bene confiscato restituito alla comunità diventa spazio di speranza, impegno e legalità.

Un luogo che rinasce, una comunità che si stringe attorno a un segno concreto di legalità. Sabato 21 marzo, a Turbigo, è stata inaugurata la villa di via Gallarati, immobile confiscato alla mafia e oggi restituito alla collettività con il nome simbolico di “Liberi di Scegliere”.

Una data non casuale, scelta in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, per ribadire con forza un messaggio chiaro: il bene può e deve vincere sul male. A fare da filo conduttore della mattinata, le parole del Beato Rosario Livatino: “Il bene non fa rumore, ma il male fa tanto rumore. Per questo bisogna impegnarsi nel silenzio e con costanza”.

La villa rappresenta oggi molto più di un immobile recuperato: è il simbolo di un percorso condiviso, costruito grazie al lavoro silenzioso e concreto di istituzioni, operatori e cittadini. Affidata ad Azienda Sociale, sarà destinata ad attività e servizi in ambito sociale, diventando un presidio di inclusione e nuove opportunità.

Il nome scelto, “Liberi di Scegliere”, richiama l’importante proposta di legge ispirata al protocollo avviato nel 2012 dal giudice Roberto Di Bella, con l’obiettivo di offrire una via d’uscita ai minori e alle madri che vivono in contesti mafiosi, garantendo loro protezione e un futuro diverso.

Numerosa e sentita la partecipazione alla cerimonia inaugurale. Presenti, tra gli altri, il presidente del Consiglio di Amministrazione di Azienda Sociale Fausto Sanson, il direttore generale Laura Puddu, l’onorevole Riccardo De Corato, membro della Commissione Antimafia, e Christian Garavaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia ed ex sindaco di Turbigo, insieme a sindaci e amministratori del territorio.

Un ringraziamento è stato rivolto a tutte le realtà coinvolte: dai dipendenti comunali e di Azienda Sociale, ai volontari della Protezione Civile, alla Polizia Locale, ai Carabinieri, alla Banda “La Cittadina”, alle associazioni e ai cittadini presenti. Prezioso anche il contributo dei ragazzi dello SFA, che hanno curato l’organizzazione del rinfresco.

Particolarmente significativo il gesto delle scuole di Turbigo: gli studenti hanno piantato nel cortile della villa bulbi di giacinto bianco, simbolo di memoria e rinascita, in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Un segno semplice ma potente, che racconta il senso più profondo di questa giornata: trasformare un luogo segnato dal male in uno spazio di bene, capace di generare futuro, responsabilità e speranza.

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