Boffalora Ticino, Sociale
Domenica 22 marzo torna l'appuntamento di fede, tradizione e comunità nel piccolo Santuario immerso nel verde tanto caro al nostro territorio.
Una tradizione che si rinnova, un luogo del cuore che torna a vivere di fede e condivisione. Domenica 22 marzo Boffalora sopra Ticino celebra la Festa del Santuario della Madonna dell’Acquanera, appuntamento atteso e profondamente sentito dalla comunità e da tanti fedeli provenienti anche dai paesi vicini.
Il piccolo Santuario, immerso nella natura e custode di una devozione antica, sarà il centro di una giornata ricca di iniziative pensate per tutte le età. Accanto ai momenti religiosi, non mancheranno infatti occasioni di svago e socialità: dalla pesca di beneficenza parrocchiale alle bancarelle di gastronomia e artigianato, passando per lo street food e lo stand del Comitato Agricolo Magentino. Spazio anche ai più piccoli con gonfiabili e il suggestivo giro in pony.
Tra le proposte culturali, da segnalare la mostra dedicata alla storia del Santuario, curata dall’Associazione storica ‘La Piarda’, occasione preziosa per riscoprire le radici e la memoria del territorio.
Particolare attenzione anche all’accessibilità: domenica 22 e lunedì 23 marzo, dalle 14 alle 19, sarà possibile raggiungere il Santuario a bordo di un trenino turistico, oltre che in bicicletta o con una piacevole passeggiata a piedi. Disponibili parcheggi dedicati, tra cui quello del Parco della Folletta.
Il cuore della festa resta però la dimensione spirituale, con un ricco calendario di celebrazioni: sabato 21 marzo S. Messa alle 16.30 e alle 21, accompagnata dal Rosario con la musica degli strumenti ad ancia della Banda di Boffalora; domenica 22 S. Messe alle 10 e alle 17, con Rosario alle 16; lunedì 23 celebrazioni alle 9 e alle 18.30. Il programma prosegue martedì 24 con la Via Crucis da Piazza Matteotti al Santuario e si conclude mercoledì 25 con la S. Messa delle 18.30.
Un invito aperto a tutti per vivere insieme giorni che uniscono spiritualità, tradizione e senso di comunità. Perché, come spesso accade nei luoghi più semplici, è proprio qui che si ritrova l’essenza più autentica di un paese.