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Commercio, Hair Stylist

Una storia fatta di mani, cuore e generazioni: il salone storico di Via Armando Diaz 1

C’è un luogo a Bienate, in Via Armando Diaz 1, che dal 1961 non è semplicemente un negozio: è una piccola istituzione del quartiere, una casa di bellezza e confidenze dove si intrecciano storie, emozioni e sogni.
Tutto iniziò con Rosanna Peroni, donna di eleganza naturale e mani sapienti, che per vent’anni – dal 1961 al 1985 – diede vita e forma a un salone diventato presto punto di riferimento.

L’eredità di Rosanna: l’inizio di un legame che dura una vita
Tra le giovani promesse che Rosanna accolse sotto la sua ala c’era Mery Zito, entrata nel salone a soli 14 anni. Quella che doveva essere una prima esperienza lavorativa divenne invece un colpo di fulmine professionale e umano.
Rosanna la volle con sé, la guidò, la formò, le affidò il banco dei lavaggi e poi le forbici, fino a farla diventare parte della propria famiglia professionale.
E fu proprio così, con naturalezza e affetto, che Rosanna decise di cedere l’attività a Mery, certa che il suo salone storico sarebbe rimasto in ottime mani.

L’arrivo di Pino: quando il destino decide di sorprendere
La mole di lavoro cresceva, le clienti aumentavano, e ogni sabato un giovane operaio entrava nel negozio “per scherzo e per gioco”: era Pino, fratello di Mery.
Doveva solo dare una mano, ma trovò molto di più. Trovò un mestiere che lo conquistò, un’arte che entrò nel suo cuore.
Così, dopo le giornate in officina, iniziò a frequentare corsi serali, imparando tagli, tecniche, geometrie, colori… e soprattutto la magia dell’ascolto.
Nel 1986 nasce ufficialmente la società “Parrucchieri Pino e Mery”, che da quel momento diventa sinonimo di passione, dedizione e famiglia.

Quarant’anni di amore e professionalità
Dal 1986 al 2026 sono passati quarant’anni di lavoro condiviso, di forbici che danzano, di acconciature pensate per valorizzare l’anima prima ancora del volto.
Quarant’anni di clienti storiche – alcune presenti sin dai primi giorni – che hanno visto crescere il negozio e che ancora oggi entrano salutando come si fa a casa propria.

Molte di loro ripetono:
“Qui non veniamo solo a farci i capelli, veniamo a farci voler bene.”
“Pino e Mery non sono solo parrucchieri, sono le nostre confidenze, il nostro sorriso del sabato mattina.”

E in effetti, questo salone non è mai stato solo un luogo di lavoro: è stato un punto di incontro, un rifugio, una tradizione condivisa.

Il futuro ha un nome: Laura Zito
Nel 2023, una nuova energia entra nel salone: Laura, figlia di Pino.
È cresciuta tra phon e bigodini, ha respirato fin da bambina il profumo dello spray e il calore delle risate tra le clienti.
Quando sceglie di entrare in società, lo fa con rispetto e gratitudine, ma anche con quella solarità e quel brio generazionale che danno nuova luce all’attività.

Laura racconta:
“Sono stata accolta con amore: dalle nostre clienti storiche e da quelle nuove.
A loro prometto che questa storia non finirà. La porterò avanti con orgoglio, con stile e con il cuore.”

Un mestiere che è molto più di un mestiere
Per anni si è creduto che il parrucchiere fosse un lavoro semplice, adatto a chi “non aveva titoli”.
Nulla è più lontano dalla verità.

Chi lavora con le mani è un operaio.
Chi lavora con la testa è un tecnico.
Chi lavora con la psicologia è uno psicologo.
Chi lavora con le mani, con la testa, con la psicologia e con il cuore è un parrucchiere.

E Pino, Mery e Laura questo lo sanno bene.
Perché questo salone non ha solo creato acconciature: ha creato relazioni, memoria, continuità.
Ha dato valore a chi entrava, ha fatto sentire belle persone che magari quel giorno non si sentivano affatto tali.
Ha trasformato un mestiere in una missione d’amore.

Oggi, domani e – ci si augura – per molte generazioni ancora
Il salone storico di Via Armando Diaz 1 non è solo un esercizio commerciale: è un testimone di tradizioni familiari, una storia che attraversa epoche e cambia con esse, senza perdere mai la propria anima.

E mentre le forbici continuano a muoversi, mentre i phon diffondono il loro calore, una cosa rimane immutata:
la promessa che questa eredità continuerà a vivere, portata avanti con lo stesso entusiasmo con cui era iniziata nel 1961.

Perché certe storie non si chiudono.
Si rinnovano. Si tramandano.
E continuano a brillare, generazione dopo generazione.

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