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Attualità

Quattro anni Guerra

Quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina: una ferita ancora aperta nel cuore dell’Europa.

Sono passati quattro anni da quella mattina del 24 febbraio 2022 in cui il mondo si svegliò con le immagini dei carri armati russi oltre il confine ucraino. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha segnato l’inizio di un conflitto che ha cambiato gli equilibri internazionali e riportato la guerra nel cuore dell’Europa.

In questi quattro anni le parole “bombe”, “profughi”, “sanzioni”, “crisi energetica” sono entrate con forza nelle nostre case. Le città di Kyiv, Kharkiv, Mariupol sono diventate simboli di resistenza e sofferenza, mentre milioni di persone hanno lasciato le proprie abitazioni cercando sicurezza altrove. Secondo le stime internazionali, il numero delle vittime civili e militari è drammaticamente alto, e intere comunità continuano a vivere sotto la minaccia quotidiana dei bombardamenti.

Anche il nostro territorio, come tante realtà dell’Alto Milanese, non è rimasto indifferente. Nei mesi successivi all’inizio del conflitto, parrocchie, associazioni, Comuni e singoli cittadini si sono mobilitati per raccogliere beni di prima necessità, offrire ospitalità alle famiglie in fuga, sostenere economicamente progetti umanitari. Un’ondata di solidarietà che ha dimostrato come, anche di fronte a scenari globali, la risposta possa nascere dal basso, dalle comunità locali.

Quattro anni dopo, la guerra non è finita. Le trattative diplomatiche si alternano a nuove escalation militari, mentre la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto. Il conflitto ha inciso profondamente anche sull’economia europea, sulle politiche energetiche e sugli equilibri geopolitici, ma soprattutto ha lasciato una ferita umana difficile da rimarginare.

Ricordare questa data non significa soltanto fare memoria di un evento storico, ma rinnovare un impegno. Per la pace, innanzitutto. Per l’accoglienza e la solidarietà. Per non abituarci alle immagini della guerra come se fossero un sottofondo inevitabile delle nostre giornate.

A quattro anni dall’inizio del conflitto, il pensiero va alle vittime, ai bambini cresciuti sotto le sirene, alle famiglie divise, a chi continua a sperare in un futuro diverso. E va anche a ciascuno di noi, chiamati a non restare indifferenti, custodendo la memoria e alimentando, ogni giorno, piccoli segni di pace.

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