Castano Primo, Scuola
Appello dei rappresentanti d’istituto: "Servono interventi più rapidi per garantire sicurezza e qualità degli spazi". Oggi tutti gli studenti fuori in protesta.
Una richiesta chiara, composta ma determinata. È quella che arriva dagli studenti dell’Istituto Torno di Castano Primo, che hanno scelto di rivolgersi direttamente a Città Metropolitana per richiamare l’attenzione su alcune criticità strutturali della scuola.
Non una protesta contro la dirigenza o contro il corpo docente, tengono a precisare i rappresentanti degli studenti, ma un’iniziativa che nasce dal desiderio di contribuire in modo costruttivo al miglioramento dell’ambiente scolastico. L’obiettivo è semplice e condivisibile: poter studiare in spazi sicuri, adeguati e pienamente funzionali.
Il Torno è una realtà storica e profondamente radicata nel territorio, tra le più frequentate della provincia di Milano. Proprio per questo – spiegano gli studenti – merita un’attenzione costante da parte degli enti competenti, affinché ogni ragazzo possa vivere la scuola come luogo di crescita e benessere, oltre che di formazione.
Al centro dell’appello ci sono i tempi degli interventi. Secondo quanto riportato, diverse segnalazioni relative alla sicurezza e alla manutenzione sarebbero già state inoltrate agli uffici competenti. Tuttavia, agli occhi dei ragazzi, le risposte tardano ad arrivare o si concretizzano con tempistiche ritenute troppo lunghe. «Quando si parla di guasti o criticità – è il senso del messaggio – l’attesa sembra infinita».
Gli studenti ribadiscono di riconoscere la qualità dell’offerta formativa e l’impegno quotidiano del personale scolastico. Proprio per questo chiedono che anche le strutture siano all’altezza del lavoro svolto in aula. La loro non è una presa di posizione polemica, ma un invito alla collaborazione: una scuola più sicura e curata è un investimento sul futuro, non solo degli studenti di oggi ma dell’intera comunità.
Il messaggio a Città Metropolitana è diretto: intervenire per tempo significa prevenire problemi più gravi domani. Un richiamo alla responsabilità, ma anche alla lungimiranza. Perché garantire il diritto allo studio passa anche – e soprattutto – dalla qualità degli spazi in cui ogni giorno quel diritto prende forma