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Sport, San Giorgio su Legnano

Snobbato il "chilometro inclusivo"

"Gli atleti del chilometro inclusivo sono partiti - ricorda Cecchin - il pubblico presente ha applaudito entusiasta".

A fine Campaccio, il suo sentimento non era di soddisfazione ma di delusione. L'assessore allo sport del comune di San Giorgio su Legnano ed ex sindaco Walter Cecchin è amareggiato per il fatto che il "chilometro inclusivo" inserito nella manifestazione cross country a cui accorrono i migliori atleti del mondo della specialità sia stato praticamente snobbato dalla televisione. Eppure, dice, sarebbe stata una preziosa occasione per far vedere quanto lo sport sappia coinvolgere realmente tutti, compresi coloro che devono purtroppo fare i conti con qualche problema fisico. "Sento il dovere di esprimere pubblicamente un sentimento di profondo dispiacere- ha scritto in una lettera aperta - per quanto avvenuto durante la gara del chilometro inclusivo, una corsa a cui hanno partecipato quasi settanta atleti. protagonisti di un momento che per noi rappresenta uno dei più significativi e più autentici della stagione". Il perché di questa sua indignazione lo spiega subito appresso: "nonostante la gara fosse inserita nella diretta televisiva, nessuna immagine degli atleti del chilometro inclusivo ha avuto una reale visibilità in Tv, pur essendo la trasmissione in corso". Nelle sue parole e nei suoi pensieri dimora dispiacere perché "lo sport, soprattutto quando è vissuto da persone con disabilità, non può e non deve essere considerato un momento accessorio e secondario". Eppure, quando gli atleti del chilometro inclusivo sono partiti, ricorda Cecchin, il pubblico presente ha applaudito entusiasta. "Un'emozione e un'esperienza- prosegue - che dimostra quanto questo momento fosse sentito e quanto meritasse di essere raccontato e condiviso attraverso le immagini televisive". Cecchin conclude sottolineando la responsabilità che il Campaccio sente anche nella promozione dei valori sociali e non soltanto sportivi. "Il chilometro inclusivo non è una parentesi - osserva - non è una concessione, non un riempitivo di palinsesto, ma un valore che merita visibilità, rispetto e attenzione".

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