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Cuggiono, Cultura

Da Cuggiono all’America e ritorno: una storia che continua

Conferite le benemerenze civiche a cinque italo-americani, discendenti di quegli emigranti partiti dal paese più di cento anni fa.

C’è una linea invisibile che da più di un secolo unisce le rive del Ticino alle città dell’Illinois e del Midwest americano. È la linea dei sogni, delle valigie di cartone, delle partenze di fine Ottocento che portarono tanti cuggionesi oltre l’oceano in cerca di lavoro, dignità e futuro. Una storia di emigrazione che non si è mai davvero interrotta, perché fatta di legami, lettere, ricordi e, oggi, di collegamenti video e amicizie che attraversano l’Atlantico.

È dentro questa lunga storia che si inserisce la cerimonia con cui Cuggiono ha conferito le benemerenze civiche a cinque italo-americani, discendenti di quegli emigranti partiti dal paese più di cento anni fa. Un gesto che non è solo formale, ma profondamente simbolico: un abbraccio a chi, pur vivendo negli Stati Uniti, continua a sentirsi parte della comunità cuggionese.

In collegamento dagli Usa, sono stati salutati dal sindaco Giovanni Cucchetti, dal consigliere delegato al gemellaggio Francesco Alemani e dal sindaco di Herrin, Steve Frattini, che ha ribadito quanto sia forte e vivo il legame con le proprie radici. A ricevere l’attestato di benemerenza sono stati Carolina Ranzini Stelzer, Barbara Klein, Sandra Colombo, Michaelann Stanley e la famiglia di Rudy Vecoli, figure che negli anni hanno custodito e promosso la memoria dell’emigrazione cuggionese.

«In un tempo in cui i rapporti internazionali appaiono sempre più fragili – ha sottolineato Oreste Magni dell’Ecoistituto Valle del Ticino – Cuggiono ha dato un segnale diverso, praticando una vera e propria “diplomazia dal basso”, fatta di relazioni, cultura e amicizia». Un lavoro silenzioso ma prezioso, che ha permesso di ricostruire storie, archivi, identità condivise.

Tra queste spicca quella di Rosa, emigrata cuggionese diventata simbolo al femminile di quella grande avventura americana, riscoperta grazie al lavoro di Rudolph Vecoli, scomparso nel 2008, fondatore del più importante centro di documentazione sull’emigrazione italiana negli Stati Uniti.

Dal 2015 Cuggiono è gemellata con Herrin, in Illinois, e solo lo scorso aprile una numerosa delegazione americana è stata ospite in paese per celebrare questo patto. Ma il legame va oltre gli atti ufficiali: «Sempre più famiglie di origine italiana sparse negli States – osserva Magni – stanno ricucendo i fili con i luoghi da cui partirono i loro nonni e bisnonni».

Così, tra Cuggiono e l’America, la storia continua. Non come nostalgia, ma come relazione viva, fatta di volti, nomi e storie che ricordano a tutti che, anche a migliaia di chilometri di distanza, si può restare parte della stessa comunità.

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