Cultura
Un libro ripercorre i primi 50 anni dell’emittente che ha cambiato il modo di raccontare la politica italiana.
Nel marzo di quest’anno Radio Radicale festeggia un traguardo importante: cinquant’anni di vita. Mezzo secolo di microfoni accesi, voci, registrazioni integrali, cronaca politica senza filtri. Una storia che oggi trova finalmente una prima ricostruzione organica nel volume “La scatola nera della Prima Repubblica: Appunti per una storia di Radio Radicale 1976-1989”, firmato da Gianni Rubagotti e disponibile su Amazon in versione cartacea ed ebook.
Il libro nasce con un intento dichiarato: colmare un vuoto. Raccontare come Radio Radicale sia diventata, negli anni della Prima Repubblica, una sorta di archivio vivente della politica italiana. Una “scatola nera”, appunto, capace di registrare tutto: dibattiti parlamentari, congressi, processi, assemblee, senza mediazioni, senza tagli, senza commenti.
Il viaggio parte quasi in modo artigianale, dall’eredità tecnica della radio libera di Pino Pietrolucci, e arriva fino ai primi grandi snodi della storia recente: dal microfono che entra in Parlamento – sconvolgendo l’opinione pubblica, che per la prima volta può ascoltare direttamente la voce degli eletti – alla tragica vicenda di Giorgiana Masi, fino al sequestro del giudice D’Urso. Eventi che segnano una stagione e che Radio Radicale ha documentato in tempo reale.
Rubagotti racconta anche l’espansione dell’emittente, la rete delle oltre 150 radio libere coordinate per difendere il diritto di trasmettere, e le esperienze più controverse e provocatorie come Radio Parolaccia e Radio Processi. Senza dimenticare gli scontri simbolici con altre realtà, come Radio Vaticana, che arrivò a “sottrarre” una frequenza in quello che l’autore definisce ironicamente una sorta di “breccia di Porta Pia al contrario”.
«È un libro di servizio», spiega Rubagotti, segretario dell’Associazione per l’Iniziativa Radicale “Myriam Cazzavillan”. Un testo che non pretende di essere definitivo, ma che vuole mettere ordine in una memoria collettiva. Il titolo prende spunto da una definizione recente, quando il deputato Federico Mollicone parlò di Radio Radicale come della “scatola nera della Repubblica”.
Una definizione che calza perfettamente: perché come una vera scatola nera, Radio Radicale ha registrato dati grezzi, senza interpretazioni, ma anche perché dentro la sua storia si riflette il lento collasso della Prima Repubblica. I tentativi di silenziare le radio libere, le reazioni scandalizzate di fronte alla “pancia del Paese” mostrata senza filtri, rivelano – secondo l’autore – un sistema politico fragile, scollegato dalla realtà.
Un sistema che sarebbe stato travolto prima dall’irruzione della Lega Lombarda, poi dalle inchieste del Pool di Milano. E che oggi, riascoltato attraverso quelle registrazioni, appare forse più comprensibile, più umano, ma anche più contraddittorio.
Il libro di Rubagotti non è solo una storia della radio: è un pezzo di storia d’Italia. Un invito ad ascoltare di nuovo quelle voci, per capire da dove veniamo e, forse, anche dove stiamo andando.