Inveruno
Anche quest’anno la sfilata è partita da via Garibaldi, con il fantoccio della Giöbia portato a spalla e accompagnato da un piccolo corteo.
C’è qualcosa di profondamente rassicurante nel vedere, anno dopo anno, la Giöbia tornare a percorrere le strade di Inveruno. Un rito antico, semplice e popolare, che si rinnova grazie alla passione di alcuni cittadini che continuano a crederci e a custodirlo, come si fa con le cose preziose.
Anche quest’anno la sfilata è partita da via Garibaldi, con il fantoccio della Giöbia portato a spalla e accompagnato da un piccolo corteo. Non una grande manifestazione, ma proprio per questo ancora più autentica: pochi, ma determinati a non perdere il filo della tradizione.
Il cammino ha attraversato le vie del centro fino a raggiungere il Circolo San Martino, dove, nel cortile, si è compiuto il gesto simbolico che ogni inverunese conosce: la Giöbia data alle fiamme. Un fuoco che, come vuole la tradizione, serve a scacciare l’inverno, le paure, le negatività accumulate durante l’anno, e ad augurarsi un futuro più luminoso.
Intorno al falò, ancora una volta, si è ritrovata una comunità: chi raccontava ai più piccoli il significato del rito, chi ricordava le Giöbie di una volta, chi semplicemente si godeva il calore del fuoco e l’atmosfera sospesa tra memoria e presente.
In un tempo in cui tutto corre veloce, la sfilata della Giöbia di Inveruno è un piccolo ma prezioso atto di resistenza culturale. Un modo per dire che le tradizioni non sono solo folklore, ma occasioni vere per sentirsi parte di un luogo, di una storia, di una comunità che continua a riconoscersi attorno a un falò. Anche solo per una sera.