Territorio, Cultura
La Giöeubia – o Giubiana, a seconda delle zone – è un grande fantoccio, spesso con sembianze di vecchia strega, che viene portato in processione e poi bruciato pubblicamente. Un gesto che affonda le sue radici nella cultura contadina.
C’è un giorno, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, in cui il freddo sembra farsi più sopportabile grazie al calore di un fuoco acceso in piazza. È il Giovedì della Giöeubia, una tradizione antica che in molti paesi dell’Alto Milanese, del Magentino e del Varesotto continua a ripetersi, anno dopo anno, come un rito collettivo che unisce memoria, folklore e voglia di stare insieme.
La Giöeubia – o Giubiana, a seconda delle zone – è un grande fantoccio, spesso con sembianze di vecchia strega, che viene portato in processione e poi bruciato pubblicamente. Un gesto che affonda le sue radici nella cultura contadina: il rogo simboleggiava la fine dell’inverno, l’allontanamento delle paure, delle malattie e di tutto ciò che aveva reso difficile l’anno appena trascorso. Bruciare la Giöeubia significava “fare pulizia”, lasciare andare il passato e prepararsi alla nuova stagione dei campi e della vita.
Ma il significato di questo giovedì va oltre il folklore. È un rito che parla di comunità. Un tempo erano le famiglie e i contadini a ritrovarsi attorno al falò; oggi sono oratori, associazioni, Pro Loco e gruppi di volontari a mantenere viva la tradizione, trasformandola in una festa popolare fatta di risate, vin brulé, chiacchiere, bambini che guardano il fuoco con gli occhi spalancati e adulti che, forse senza dirlo, riscoprono il bisogno di stare insieme.
La Giöeubia è anche una festa “educativa”, nel suo modo semplice e simbolico. Insegna che i momenti difficili possono essere attraversati e superati, che il cambiamento è possibile, che il fuoco non è solo distruzione ma anche luce, calore, rinascita. È una tradizione che parla di speranza, mascherata da strega, e che ogni anno ricorda a tutti – grandi e piccoli – che lasciare andare ciò che pesa è il primo passo per ripartire.
In un tempo in cui molte tradizioni rischiano di perdersi o di diventare solo eventi da calendario, il Giovedì della Giöeubia resiste perché è semplice, autentico e profondamente umano. Non serve molto: un falò, un fantoccio, una piazza e la voglia di condividere un momento. E forse è proprio questo il suo vero significato oggi: accendere un fuoco per sentirsi, ancora una volta, parte della stessa storia.