Sport, Cuggiono, Sociale
Un appuntamento che nasce dal desiderio di fermarsi a riflettere, come adulti ed educatori, sul valore educativo dello sport, soprattutto in un tempo in cui la competizione rischia spesso di prendere il sopravvento.
Lo sport come palestra di vita, la famiglia come primo luogo educativo, l’oratorio come spazio di incontro e crescita condivisa. È da queste tre parole chiave che prende forma la serata “Vincere insieme: sport, famiglia ed educazione”, in programma mercoledì 28 gennaio alle 20.45 alla Sala della Comunità dell’Oratorio San Giovanni Bosco di Cuggiono, promossa insieme alla Polisportiva San Giorgio all’interno della Settimana dell’Educazione 2026.
Un appuntamento che nasce dal desiderio di fermarsi a riflettere, come adulti ed educatori, sul valore educativo dello sport, soprattutto in un tempo in cui la competizione rischia spesso di prendere il sopravvento sul senso del gioco e della relazione. A guidare la serata sarà Stefania Borghi, consulente pedagogico, che accompagnerà genitori, allenatori, educatori e allenatrici in un percorso di lettura e confronto sul ruolo dello sport nella crescita dei ragazzi.
Il titolo dell’incontro dice già molto: vincere insieme. Non solo sul campo, ma nella vita quotidiana. Vincere significa imparare a stare nelle regole, accettare i limiti, riconoscere il valore dell’altro, fare squadra anche quando si perde. E soprattutto significa scegliere, come comunità educante, di “giocare nella stessa squadra”, condividendo linguaggi, obiettivi e responsabilità tra famiglia, società sportive e oratorio.
L’iniziativa si inserisce in un cammino più ampio che l’oratorio e la polisportiva portano avanti da tempo, con l’attenzione a non separare mai l’attività sportiva dal percorso umano ed educativo. Perché dietro ogni partita, ogni allenamento e ogni gesto atletico, ci sono storie, fragilità, sogni e relazioni che meritano cura.
Una serata aperta a tutti, pensata non come lezione frontale ma come occasione di ascolto e dialogo, per riscoprire che lo sport – se vissuto con consapevolezza – può davvero diventare uno strumento potente di crescita personale e comunitaria. E che, anche fuori dal campo, si vince davvero solo insieme.