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Cronaca locale, Lonate, Magenta

Lonate Pozzolo, furto in villa finisce in tragedia: muore 37enne all’ospedale di Magenta

Nomade, trentenne, è stato trasportato da uno sconosciuto al nosocomio di Magenta. Lo aveva accoltellato il padrone della casa che stava svaligiando a Lonate Pozzolo.

Una notte di violenza, paura e sangue, che da Lonate Pozzolo si è conclusa tragicamente all’ospedale di Magenta. Un uomo di 37 anni, di origine nomade e residente in un campo nel Torinese, è morto dopo essere stato accoltellato durante un tentativo di furto in un’abitazione del Varesotto.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri di Varese, due uomini si sarebbero introdotti forzando la porta in una villa di Lonate Pozzolo con l’intento di rubare. All’interno dell’abitazione si trovava il proprietario di casa, un trentenne, che stava dormendo dopo aver concluso il turno di notte. Al suo risveglio si sarebbe trovato di fronte i due intrusi, venendo aggredito con calci e pugni e sbattendo violentemente la testa contro lo stipite di una porta.

Nel corso della colluttazione, l’uomo avrebbe afferrato un pugnale contenuto in un kit di sopravvivenza da trekking, colpendo uno dei due aggressori al fianco. I malviventi si sono quindi dati alla fuga, lasciando dietro di sé una lunga scia di sangue che dalla casa arrivava fino al cancello dell’abitazione.

Quando sono giunti i soccorsi e le forze dell’ordine, il proprietario di casa era seduto su una sedia, sotto shock e preoccupato che i rapinatori potessero tornare e fare del male ai genitori, assenti in quel momento. Trasportato all’ospedale di Gallarate, presentava il labbro tumefatto, evidenti segni di percosse al volto e un profondo taglio alla fronte.

Il ferito, insieme al complice, sarebbe invece salito rapidamente su un’auto guidata da un terzo uomo in attesa all’esterno. Poco dopo, però, il 37enne è stato abbandonato davanti all’ospedale di Magenta da uno sconosciuto. Nonostante i tentativi dei sanitari, l’uomo è deceduto poco dopo il ricovero.

All’esterno del nosocomio magentino si sono radunati numerosi amici e conoscenti della vittima, creando momenti di tensione e difficoltà operative per il personale sanitario. La situazione è stata monitorata dalle forze dell’ordine.

Sull’accaduto proseguono le indagini dei carabinieri, che stanno ricostruendo con precisione la dinamica dei fatti e le responsabilità dei soggetti coinvolti, in un episodio che riapre il dibattito sul tema della sicurezza e delle reazioni di fronte a intrusioni violente nelle abitazioni.

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