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giovedì 18 settembre 2014 | ore 07:38

Da quarant'anni 'vivo' il calcio

Nel 1967, Dino Crivelli è stato tra i fondatori del GS Castanese
Castano Primo - Dino Crivelli (secondo da sinistra)

La Castanese è la sua seconda casa, il suo mondo, la sua più grande passione. E’ nella società di calcio di Castano Primo, di cui è stato uno dei fondatori, crescendo con essa, fino a diventarne una vera e propria bandiera e, oggi, la figura di riferimento. Dino Crivelli ci racconta la sua esperienza, gli anni trascorsi al Campo Sportivo... “E’ iniziato tutto, ormai, 42 anni fa. Era il 1967 quando, insieme a Sacchi e Colombo (poi si è aggiunto Macchi), abbiamo deciso di dare vita al Gruppo Sportivo Castanese. Quanti anni sono passati...”. All’interno della società ha ricoperto diversi incarichi: vice presidente, presidente, consigliere e, ora, presidente onorario. Grandi soddisfazioni. Che ricordi ha? “Ognuno occupa un posto particolare nel mio cuore. Tutti hanno un significato. Tra i più belli, a livello sportivo, sicuramente il periodo della presidenza Miramonti, quando siamo arrivati fino all’Interregionale, sfiorando la serie C. Dal punto di vista umano le trasferte in pullman. Andavamo a giocare e, anche se si perdeva, quando si tornava a casa c’era sempre quel clima di gioia e di amicizia. Direi di gruppo”. Meglio il calcio di ieri o quello di oggi? “Sicuramente quello di una volta. Lo sport era sport, ossia un momento di divertimento e coinvolgimento. Un appuntamento per fare amicizia. Ora, purtroppo, in molte partite c’è troppa cattiveria, il clima è teso e si perde ogni significato sportivo. Purtroppo non mi riferisco solo alle gare della Prima Squadra, molto spesso succede anche per il Settore Giovanile”. Una vita trascorsa nel Gruppo Sportivo Castanese: se tornasse indietro ripercorrerebbe la stessa strada? “Rifarei tutto, ovviamente con l’esperienza di oggi. Con quanto ho imparato in questi anni e cercando di non commettere alcuni errori”. Nella sua storia non ha mai pensato di andare in altre società? Di lasciare la Castanese? “Non mi è mai passato per la testa. Ho avuto anche delle proposte, ma le ho sempre rifiutate. In fondo, sapete, io sono nato e cresciuto a Castano Primo e Castano, così come la Castanese, sono la mia casa, la mia passione, il mio mondo. Qui ho avuto ed ho, tuttora, tanti amici, con i quali ho condiviso i momenti belli e alcuni, purtroppo, difficili”.

Nel suo passato lo sport, ma anche la politica
E’ iniziato tutto in quel lontano 1967. E Dino Crivelli ne è stato uno dei principali artefici. “Tra di noi si organizzava, ormai da diversi anni, il ‘Torneo Notturno Stand 2000’ - spiega Crivelli - ed una parte del ricavato, inizialmente, veniva dato al Comune. Poi, un giorno, ci siamo detti: perché non creare una società di calcio vera e propria? Quindi, ci siamo messi, immediatamente, al lavoro, fino all’apertura ufficiale del Gruppo Sportivo Castanese. Doveva essere un semplice momento per praticare una delle nostre più grandi passioni, ma quando, alla prima partita, nel campionato di Terza Categoria, abbiamo visto che a fare il tifo c’erano più di 150 persone, ci siamo resi conto che il gruppo era diventato qualcosa di reale, di serio. E che, perciò, si doveva lavorare per costruire qualcosa di concreto per il futuro. E così è stato”. Ma nella sua vita Crivelli, che si divideva tra i campi di calcio e la famiglia, è stato anche impegnato attivamente in politica, a livello locale, come Assessore per la ‘sua’ Castano. Come detto, presidente, vice presidente, consigliere e tante altre mansioni, per portare avanti un progetto e poter arrivare ad importanti e significativi traguardi. Una persona che ha fatto e che continua a fare del calcio, ma, soprattutto, della Castanese e del Campo Sportivo una società ed un luogo dove insegnare ai più giovani che cosa sia lo sport, quello vero, fatto di sani principi e di valori. Dino è una delle bandiere, una persona che conosce alla perfezione la realtà che lo circonda, un vero e proprio punto di riferimento, non solo per la realtà ‘del pallone’, ma, in generale, per il mondo dello sport ‘di casa nostra’.